
Nel corso della seduta di oggi pomeriggio, il Parlamento Europeo ha deciso di sospendere l’iter di ratifica dell’Accordo di partenariato commerciale tra Unione Europea e Mercosur, scegliendo di rinviare il testo all’esame della Corte di Giustizia dell’UE per una verifica di compatibilità con i Trattati. La decisione determina di fatto un significativo slittamento dei tempi di approvazione dell’intesa.
Pur non configurandosi come una bocciatura definitiva dell’accordo, il rinvio interrompe il percorso di ratifica parlamentare e introduce un ulteriore elemento di incertezza per le imprese, che dovranno attendere il pronunciamento della Corte prima che il Parlamento possa tornare a esprimersi nel merito. Si tratta di una tempistica potenzialmente lunga, che rischia di posticipare di diversi mesi, se non di anni, l’entrata in vigore di un accordo considerato strategico per le relazioni commerciali con i Paesi del Sud America.
Per il sistema produttivo della Sardegna, questo slittamento rappresenta un fattore di particolare criticità. Come recentemente evidenziato dal Centro Studi di Confindustria Sardegna nel report “Sardegna–Mercosur: scenari di crescita e sfide future”, l’interscambio con i Paesi del Mercosur ha mostrato negli ultimi anni un’evoluzione significativa, con una progressiva riduzione della dipendenza dal comparto petrolifero e una crescente rilevanza di settori più stabili e strutturali, quali la chimica di base, la meccanica manifatturiera e il comparto del legno e del sughero.
“I dati relativi al terzo trimestre 2025 evidenziano un trend positivo per le esportazioni sarde nel Mercosur – sottolinea Andrea Porcu, direttore di Confindustria Sardegna – guidato in particolare dal settore chimico e dai macchinari, ma anche dai prodotti in legno e sughero. In questo contesto, il mancato avanzamento dell’accordo UE–Mercosur rischia di accentuare le difficoltà di accesso a mercati il cui potenziale è evidente.”
L’accordo rappresenterebbe un’importante leva di competitività per le imprese sarde, favorendo la riduzione dei dazi su prodotti industriali e agroalimentari e offrendo nuove opportunità di consolidamento sui mercati sudamericani. Il rinvio deciso dal Parlamento europeo rischia invece di rallentare i processi di internazionalizzazione già avviati, riducendo la capacità delle imprese isolane di pianificare investimenti e strategie di medio periodo e lasciandole esposte a una concorrenza internazionale sempre più intensa.
“Lo stallo attuale – comunica Confindustria Sardegna – prolunga una fase di incertezza che penalizza in modo particolare le regioni insulari e periferiche. Per il sistema produttivo sardo, l’accesso a mercati extra-UE dinamici come quelli del Mercosur non è un’opzione e neanche una priorità, ma una vera e propria necessità strategica. È auspicabile che le istituzioni europee individuino rapidamente una soluzione che consenta di superare l’attuale impasse, così da restituire alle imprese un quadro di regole chiaro e stabile.”